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tuttonapoli

Tutto sul calcio Napoli di ALESSANDRO LUGLI



Mercoledì, 18. Ottobre 2006

LA COLPA E' ANCHE DI REJA

di tuttonapoli, 12:20

Crediamo  che la colpa del cattivo gioco del Napoli, sia da attribuire anche a Reja, poichè il tecnico non sa mettere, i giocatori in campo. Anche se i calciatori, mai e poi mai, dovrebbero farsi condizionare, dalle scelte del tecnico, in maniera passiva. Il Napoli, non ha un gioco e i suoi 12 punti, sono frutto del caso, e mai di un gioco corale.

Reja non mi piace poichè non sembra un allenatore ma un agricoltore! Una persona che non capisce molto di tattiche, un uomo-si, buono solo per la serie C.

Chi al suo posto? Carletto Mazzone

PARLO DEL NAPOLI

di tuttonapoli, 11:33

NAPOLI, TROTTA: "LA NOSTRA CLASSIFICA E' BUONA"

di tuttonapoli, 07:49



Ivano Trotta, centrocampista del Napoli, è intervenuto su Radio Kiss Kiss Napoli: "Abbiamo totalizzato 12 punti e siamo in vetta alla classifica. Non credo che la squadra stia soffrendo tanto. La squadra spumeggiante vista in Coppa Italia non è scomparsa; lì c'era un ambiente particolare. Sapevamo che il campionato sarebbe stato diverso. Qualcosa da migliorare c'è. Il mister sa dove intervenire per far progredire la squadra. Con il 4-3-1-2 si dà maggiore spazio agli avversari sulle fasce; di contro abbiamo la possibilità di sfruttare la velocità delle nostre punte. Il mio compito è quello di farmi trovare sempre pronto. Essere un giocatore del Napoli è motivo di grande orgoglio per me. Avere poco spazio mi dispiace, ma cerco sempre di offrire il mio contributo anche in 10 minuti. Dobbiamo lavorare per migliorare il nostro gioco. Ci sono ottimi margini di miglioramento. Il Napoli ha un buon potenziale in tutti i reparti; la rosa è competitiva e sono convinto che la squadra può lottare per il vertice. Contro il Crotone mi auguro di trovare spazio, ma rispetto le scelte del mister. Sarà una partita difficile; giocheranno con grinta, dobbiamo stare attenti per evitare di inciampare nuovamente. Reja e la società hanno deciso di puntare sul gioco verticale e non sulle fasce. La Juve? Lo sapevamo che avrebbero fatto un campionato a parte; hanno giocatori fortissimi anche in panchina".





P.S:Tutti , infatti ci eravamo illusi allorchè gli azzurri avevano inanellato una serie di vittorie in Coppa Italia, questo non  vuol dire che non ci sono tutte le possibilità di essere promossi in A, ma pensare di vincere tutte le partite, è impossibile, anche perchè è il gioco che latita, la squadra non sembra messa bene in campo, i giocatori sembrano forti, forse è Reja che non riesce a mettere bene i giocatori in campo, poichè forse non ne capisce le caratteristiche, nel senso, che li mette fuori ruolo.

Staremo a vedere!

NAPOLI, E' SBAGLIATO ATTACCARE REJA

di tuttonapoli, 07:01
Nell'anticipo del venerdì del 7° turno del campionato di B, Vicenza-Napoli è terminata 1-1. Ancora una volta lo stadio Menti di Vicenza ha rappresentato un tabù per gli azzurri: l'ultima vittoria risale a 36 anni fa ed in quella occasione si vinse con un gol di Ottavio Bianchi. Eppure il Napoli stava già assaporando la vittoria, dopo il bel gol di Calaiò
alla 42° del primo tempo, quando allo scadere è stato raggiunto dal gol del giovane Cavalli. I vicentini hanno meritato il pareggio sul piano del gioco ma non certo su quello comportamentale. Con Grava a terra, dopo essere stato colpito al basso ventre da una pallonata, il Vicenza ha continuato a giocare scatenando le ire degli azzurri e soprattutto di Savini. Il difensore, pur essendo stato ammonito in tale circostanza, non ha esitato a rivolgersi in modo irriguardoso nei confronti dell'assistente di linea. L'inevitabile sua espulsione, saltati gli equilibri difensivi, ha compromesso alla fine il risultato finale: il Napoli, ridottosi peraltro in nove uomini per l'uscita momentanea di Grava, è stato così raggiunto. L'amarezza per un risultato tutto sommato positivo (si giocava pur sempre fuori casa, ndr), ha infranto il cuore di tutti. Il Napoli ha fallito per un soffio la sua terza vittoria consecutiva che sicuramente avrebbe dato maggiore credito al suo cammino verso la serie A. Invece ci sarà sempre da lottare contro avversari che, quando affrontano il Napoli, sembrano centuplicare le proprie forze. Se a ciò si aggiunge il fatto che al Napoli si chiede sempre di vincere, si capisce come ogni partita diventi un esame da superare con il massimo dei voti. Tutti vogliono un Napoli non solo vincente ma che giochi bene e che diverta. In casi simili il capro espiatorio è sempre l'allenatore. Prendersela con il tecnico non serve a niente. Reja avrà pure mille difetti ma è senz'altro colui che meglio assorbe gli umori della esigente piazza napoletana. Basti pensare a tutti quelli che lo hanno preceduto: se si stilasse una classifica di merito, il solo a precederlo sarebbe forse Marcello Lippi, cioè colui che ha regalato all'Italia un titolo di campione del mondo. Il tecnico friulano ha bisogno di sentirsi stimato e non sfiduciato di continuo, anche dal suo stesso presidente, dopo ogni partita. Per fortuna del Napoli e dei napoletani tutti, c'è chi di calcio può considerarsi un grande competente. Ci si riferisce all'attuale dg della SSC Napoli, Pierpaolo Marino. Il voler tutto e subito è solo da sciocchi. Più che criticare una vittoria o un pareggio si farebbe meglio ad incoraggiare i protagonisti a dare il meglio consentendo loro di lavorare in tutta tranquillità e serenità. Sono molti coloro che forse hanno dimenticato gli anni bui del calcio a Napoli, quando non si parlava più di calcio ma soltanto di diatribe societarie.

Martedì, 17. Ottobre 2006

3-4-5 e 6a giornata di campionato

di tuttonapoli, 19:49

Arezzo-Napoli 0-0

Formazioni
Arezzo: Bremec; Galeoto; Terra; Conte; Lombardi; Di Donato; Roselli(74' Chiappara); Bricca; Bondi(69' Simonetta); Croce(64' Vigna); Floro Flores. All. Conte
Napoli: Iezzo; Grava; Cannavaro; Giubilato; Savini; Amodio; Montervino(79' Trotta); Dalla Bona; De Zerbi; Calaiò(83' Capparella); Bucchi(55' Sosa). All. Reja
Arbitro: Rosetti di Torino
Note: Spettatori: 15.000 circa. Angoli: 6-2 per l'Arezzo. Ammoniti: Galeoto; Bricca; Grava; Cannavaro; Amodio

 - Scialbo pareggio tra Arezzo e Napoli, in una gara che solo a tratti ha fatto vedere delle azioni interessanti da una parte e dall'altra. Un primo tempo abbastanza sonnolento, che è stato caratterizzato soprattutto per la miriade di falli commessi da entrambe le formazioni. Una seconda frazione di gioco, che invece ha riservato qualche emozione in più. L'allenatore dell'Arezzo Antonio Conte, ha mandato in campo la formazione annunciata alla vigilia e cioè con i quattro difensori in linea, tre centrocampisti e due esterni d'attacco a fare da supporto all'unica punta centrale, quel Floro Flores che a tratti è sembrato imprendibile per la lenta difesa azzurra. Il Napoli, invece ha operato alcuni cambiamenti, soprattutto negli uomini mandati in campo da mister Reja. In difesa si è rivisto Giubilato che ha preso il pposto dell'influenzato Domizzi, mentre a centrocampo, Amodio ha rimpiazzato Bogliacino, finito addirittura in tribuna. La prima frazione di gioco, come detto, riserva ben poche emozioni e le occasioni arrivano col contagocce. E' soprattutto l'Arezzo a provarci con una certa insistenza, prima con Crove al 19', che approfitta di uno svarione difensivo, ma il suo tiro termina a lato. L'Arezzo insiste ed al 28' è ancora Croce a rendersi pericoloso, con un tiro dal vertice dell'area di rigore del Napoli, ma Iezzo non ha alcuna difficoltà a fare sua la sfera. La prima fiammata del Napoli, arriva al 38', quando Dalla Bona effettua la girata, ma colpisce debolmente e il pallone termina a lato. Il primo tempo si chiude in pratica qui, con l'allenatore del Napoli che è sembrato alquanto infastidito dalla prestazione dei suoi nella prima frazione di gioco. La ripresa si apre nella stessa maniera del primo tempo, e cioè con l'Arezzo in attacco e già al 3' Roselli dai 25 metri effettua un tiro ma la difesa azzurra libera con affanno. Alo 9' azione travolgente degli amaranto, che si conclude con un tiro di Bondi che Cannavaro salva quasi sulla linea con Iezzo che sembrava battuto. A differenza dei primi 45' di gioco, però, il Napoli non sta a guardare e confeziona la più ghiotta occasione della gara, con Dalla Bona che al 21' riesce a liberarsi in area dopo uno scambio con Sosa, ma si fa parare il tiro da Bremec con un gran tuffo alla sua sinistra. Il Napoli sembra voglia far sua la partita ed è lo stesso Sosa al 27' che si gira molto bene ma il suo tiro termina di poco alto sopra la traversa. L'Arezzo, però, è sempre pericoloso quando riesce a ripartire e alla mezz'ora Floro Flores tenta il tiro da lontano ma Iezzo è bravo a respingere in tuffo. L'Arezzo ha altre due occasioni prima della fine, prima con DiDonato che sfiora il palo, poi con Vigna che esalta le qualità di Iezzo. Ma l'occasione per chiudere la partita ce l'ha De Zerbi che da pochi passi spedisce a lato un tiro capitatogli sul piede sbagliato e cioè il destro. Alla fine è maturato uno 0-0 che muove la classifica del Napoli, ma che però non nasconde tutti i dubbi che sono venuti fuori dopo la gara di Piacenza. Un gioco che ancora è lontano dall'essere quello che i tifosi napoletani si aspettano e che solo a tratti riesce ad emergere. Dopo la gara di Arezzo, probabilmente anche Reja si sarà reso conto che lasciare fuori uno come Amodio è un delitto, visto che è stato uno dei più positivi, aggredendo gli avversari in ogni parte di campo. La prossima gara contro la Triestina ci dirà probabilmente quali sono le reali velleità di questa squadra.

 

 

 

Napoli-Triestina 1-1

Formazioni
Napoli: Iezzo; Grava; Cannavaro; Giubilato; Savini(63' Garics); Bogliacino(82' Amodio); Montervino; Dalla Bona; Capparella(72' Trotta); Calaiò; Bucchi. All. Reja
Triestina: Rossi; Kyriazis; Lima; Mignani; Pesaresi; Marchini; Rossetti(63' Kalambay); Allegretti; Testini; Graffiedi(82' Ruopolo); Eliakwu(52' Piovaccari. All. Agostinelli
Arbitro: Pantana di Macerata
Reti: 18' Bucchi; 85' Kyriazis
Note: Spettatori: 28.933 spettatori (19.241 abbonati e 9.692 paganti) per un incasso di 117.096,00 euro. Angoli: 4-1 per il Napoli. Ammoniti: Savini; Bucchi; Lima; Marchini

 - Deludente pareggio per il Napoli che dopo due trasferte consecutive torna al S. Paolo per cercare di far dimenticare le brutte prestazioni fornite contro Piacenza e Arezzo. Purtroppo, la musica non è cambiata, anzi, se è possibile, il Napoli ha fatto notevoli passi indietro. Contro una Triestina modesta, ma ben messa in campo dall'ex Agostinelli, il Napoli ha giocato una delle più brutte gare disputate tra le mura amiche. Alla fine è arrivato un pareggio che sta addirittura stretto alla Triestina che ha dominato dall'inizio alla fine. Il Napoli ha dovuto rinunciare dal 1' all'infortunato De Zerbi ed al suo posto è stato inserito Capparella. In difesa ha trovato ancora posto Giubilato in virtù dell'influenzato Domizzi. La Triestina, invece, ha proposto il classico 4-4-2 con la coppia Graffiedi-Eliakwu in attacco. Fin dalle prime battute, la Triestina ha preso in mano le redini del gioco senza però impensierire la difesa napoletana. E' il Napoli, però, al primo affondo, a trovarsi in vantaggio con Bucchi che di testa impegna Rossi che però perde il pallone goffamente: Calaiò è lesto ad impadronirsi della sfera e fornire un assist allo stesso Bucchi che a porta vuota mette dentro. Il vantaggio dovrebbe mettere le ali al Napoli che invece arretra il baricentro permettendo alla Triestina di premere sull'acceleratore e farsi sempre pericolosa quando mette il naso in avanti. Prima della fine del tempo, la squadra di Agostinelli si fa pericolosa in un paio di occasioni sempre con Rossetti, però con conclusioni che non impensieriscono più di tanto Iezzo. Il più positivo del Napoli è Calaiò che al 40' ha una buona occasione ma il suo colpo di testa termina a lato da buona posizione. Termina un primo tempo nel quale si è vista più Triestina che Napoli. Nella ripresa il copione non cambia e già al 1' è la Triestina a rendersi pericolosa, con Iezzo che esce sui piedi di Eliakwu e sventa la minaccia. In campo c'è solo la Triestina che si rende insidiosa altre tre volte in pochi minuti, prima con Testini che impatta di testa il pallone che termina di poco a lato e poi altre due volte con il neo entrato Piovaccari che prima spedisce alto il pallone a pochi passi da Iezzo e poi colpisce di testa con Iezzo ben posizionato che blocca. Il Napoli non riesce a rendersi pericoloso se non sporadicamente, ma prima Bucchi e poi Dalla Bona sciupano tutto con conclusioni che non impensieriscono Rossi. Quando il Napoli sembrava assaporare la vittoria, anche se a fatica, giunge il pareggio ospite al 40'. Batti e ribatti nell'area di rigore del Napoli, con la palla che giunge ad un liberissimo Kiryazis che di testa batte Iezzo. Il pareggio è più che meritato, anche se il Napoli non ci sta e nei minuti di recupero ha due ghiotte occasioni, prima con Amodio che si fa recuperare all'ultimo dalla difesa, e proprio agli ultimio secondo di recupero con Cannavaro che di testa impegna severamente Rossi. Un pareggio da parte del Napoli che deve preoccupare soprattutto per quanto riguarda il gioco espresso, ma anche per il modulo tattico proposto da Reja che assolutamente non convince. L'allenatore goriziano è sembrato in più di una occasione in assoluta confusione tecnico-tattica e se non ritroverà la lucidita e correrà ai doverosi ripari rischia di vedere compromesso il cammino del campionato già dalle prime gare.

 

 

 

 

Spezia-Napoli 0-1

 

Formazioni
Spezia: Santoni(63' Rotoli); Giuliano; Fusco; Scarlato; Gorzegno; Ponzo; Grieco; Rossi; Saverino(65' Maltagliati); Varricchio; Dionigi(57' Russo). All. Soda
Napoli: Iezzo; Grava; Cannavaro; Giubilato; Savini(85' Maldonado); Amodio; Montervino; Dalla Bona; Bogliacino; Calaiò(81' De Zerbi); Bucchi(76' Sosa). All. Reja
Arbitro: Banti di Livorno
Rete: 68' Cannavaro
Note: Spettatori: 10.000 circa. Angoli: 9-4 per il Napoli. Ammoniti: Fusco; Giubilato; Amodio; Dalla Bona. Al 62' Espulso Reja per proteste.

 - Vittoria pesantissima e meritata da parte del Napoli sul campo dello Spezia, che tra le mura amiche non perdeva da quasi due anni. Una prestazione, da parte degli azzurri concreta e che a tratti ha fatto vedere del buon gioco. Lo Spezia, dal canto suo, ha fatto il massimo, però senza impensierire più di tanto la difesa azzurra, se non nel finale quando gli uomini di casa si sono gettati in avanti per acciuffare il pareggio. Reja ha finalmente capito che i calciatori vanno messi in campo sfruttando le loro caratteristiche, e così abbiamo visto finalmente il vero Bogliacino, che ha fatto probabilmente la sua migliore gara da quando veste la casacca azzurra, soprattutto nel primo tempo quando ha fatto letteralmente impazzire la difesa spezzina. La prima frazione di gioco è stata dominata assolutamente dal Napoli e le occasioni migliori le ha avute proprio l'uruguaiano che già al 1' ha fatto venire i brividi ai tifosi di casa, con un tiro sul quale Santoni è riuscito a deviare con un vero miracolo. Il Napoli è padrone del campo ed al 14' si mette in evidenza lo stesso Bogliacino che si gira molto bene in area di rigore ma il suo tiro colpisce in pieno il palo. Gli azzurri continuano ad avere la superiorità in mezzo al campo, anche se fino alla fine del tempo non riescono più ad impensierire la squadra di casa, che invece si fa vedere solo su un colpo di testa di Saverino che insacca ma il guardalinee aveva segnalato il fuorigioco e di conseguenza annullato il gol. Nella ripresa il registro non cambia, con il Napoli che attacca alla ricerca del vantaggio. E' lo Spezia, però, ad avere la prima palla gol con Saverino che su punizione dai 20 metri calcia però alto. Al 10' è il Napoli a rendersi molto pericoloso, con Calaiò che di testa, su assist di Dalla Bona, esalta i riflessi di Santoni che si salva un pò fortunosamente. Cinque minuti dopo è lo stesso Calaiò che si divora una rete praticamente fatta, calciando su Santoni in uscita. Finalmente al 23' il Napoli riesce a concretizzare la mole di gioco espressa. Traversone di Bogliacino dalla trequarti e di testa Cannavaro anticipa due difensori ed il portiere mettendo in fondo alo sacco. Il Napoli, dunque, ottiene un meritato vantaggio, anche se lo Spezia non ci stà e si getta in avanti alla ricerca almeno del pareggio. Il Napoli, però, tiene abbastanza bene in difesa, anche se i padroni di casa hanno un paio di occasioni che gettano però al vento. Il Napoli, dunque, torna dalla trasferta ligure con tre punti che fanno, oltre che classifica, anche morale in vista della difficile gara contro il Rimini. Uniche note stonate, l'espulsione di Reja che si è fatto buttare fuori per una protesta troppo vibrante, ed un Bucchi parso un pò stanco e fuori dal gioco. Per il resto, si è visto un Napoli che quando accelera, può fare davvero male e se n'è accorto lo Spezia che nulla ha potuto fare.

 

 

Napoli-Rimini 1-0

 

Formazioni
Napoli: Iezzo; Grava; Cannavaro; Giubilato; Savini; Amodio; Montervino; Dalla Bona(46' De Zerbi); Bogliacino; Calaiò(88' Sosa); Bucchi(64' Domizzi). All. Reja
Rimini: Pugliesi; Baccin(86' Matri); Milone; Peccarisi; Regonesi; Barusso; Tasso; Pagano(61' Vitiello); Valiani(71' Moscardelli); Ricchiuti; Jeda. all. Acori
Arbitro: Rocchi di Firenze
Rete: 81' De Zerbi
Note: Spettatori: 45.000 circa. Angoli: 6-3 per il Napoli. Ammoniti: Montervino; Dalla Bona; Bucchi; De Zerbi; Barusso; Valiani. Espulso: Amodio

(LUCIANO FASANO) - Dopo la vittoriosa trasferta di La Spezia, il Napoli torna al "San Paolo" per affrontare il Rimini. Il risultato è stato lo stesso, però il gioco espresso dal Napoli non è stato all'altezza della precedente gara. Alla fine, però, quello che conta è il risultato ed il Napoli è stato cinico a sfruttare una delle poche occasioni capitate ai partenopei. Una rete, arrivata a 10' dalla fine grazie ad una rete dalla distanza di De Zerbi subentrato a Dalla Bona ad inizio ripresa e addirittura in dieci uomini in virtù dell'espulsione di Amodio per doppia ammonizione. Ma andiamo con ordine. Il Napoli ripresenta la stessa formazione scesa in campo in terra ligure, con Bogliacino che parte ancora una volta titolare con De Zerbi che si accomoda in panchina. Il Rimini, invece, è sceso in campo con una formazione molto offensiva con Jeda unica punta ma con tre uomini alle sue spalle che hanno licenza di offendere. La gara parte con il freno a mano tirato, con le due formazioni che nei primi 15' minuti si studiano e nessuna delle due sembra prendere in mano il pallino del gioco. E' il Napoli, che per primo si affaccia dalle parti del portiere riminese, con Dalla Bona che calcia da lontano ma la sfera termina a lato. Ci prova poi Calaiò su punizione ma Pugliesi respinge il pallone con un pò di affanno mettendo in angolo. Da questo momento in poi è il Rimini che fa la partita ed in pochi minuti ha tre limpide palle gol. La prima capita sui piedi di Valiani che ben servito da Ricchiuti mette a lato ad un metro dalla linea di porta. Poi tocca allo stesso Ricchiuti mettersi in evidenza, con una bella giocata che lo mette in condizione di trovarsi davanti a Iezzo ma il suo tiro termina a lato di poco. La terza occasione capita a Peccarisi che devia sotto porta ma Savini salva quasi sulla linea di porta. Il Napoli sembra in difficoltà e si sentono anche dei fischi arrivare dagli spalti. L'ultima occasione del primo tempo è comunque del Napoli, con un colpo di testa di Calaiò che anticipa il suo marcatore ma il pallone si impenna e Pugliesi smanaccia in angolo. Nella ripresa, Reja cerca di cambiare volto alla partita con l'inserimento di De Zerbi che subentra a un Dalla Bona parso ancora fuori forma. Una mossa molto rischiosa che permette al Rimini di trovare molti spazi soprattutto a centrocampo e di avere una superiorità numerica in quella zona del campo. Il Rimini, infatti, quando si presenta dalle parti di Iezzo, è sempre molto pericoloso e lo fa con più uomini e solo la mancanza di lucidità sotto porta degli uomini di Acori ha permesso al Napoli di tenere inviolata la porta. Nel Napoli, l'uomo più pericoloso è il solito Calaiò che per poco non riesce a centrare il bersaglio con un tiro angolato sul quale Pugliesi si allunga e devia il pallone. Le cose per il Napoli si complicano al 17' con l'espulsione di Amodio che in poco più di un minuto si becca due cartellini gialli e viene espulso. Il Rimini continua a sbagliare sotto porta ed il Napoli ne approfitta, prima con Giubilato che a due passi dalla porta manda incredibilmente alto e poi come detto, per portarsi in vantaggio con il tiro di De Zerbi dalla lunga distanza sul quale Pugliesi riesce solo a toccare ma la palla termina ugualmente in rete. Gli ultimi minuti sono di sofferenza per il Napoli e per il folto pubblico del "San Paolo", anche perchè quasi allo scadere Jeda colpisce in pieno la traversa salvando il Napoli da un pareggio che come si è svolta la partita sarebbe stato meritato da parte del Rimini che ha sprecato troppo, contro un Napoli che non ha fatto vedere un gran gioco ma è stato spietato a capitalizzare una delle poche palle gol avute.

 

 

VICENZA-NAPOLI 1-1

VICENZA, 13 ottobre 2006 - Vicino all'impresa, il Napoli perde il controllo dei nervi e getta al vento una vittoria a Vicenza che l'avrebbe catapultato al primo posto solitario della classifica, ma che non avrebbe meritato. Al Menti finisce 1-1 e la squadra di Reja, nell'anticipo della settima giornata, si deve quindi accontentare di un punto che lo porta ad appaiare il Genoa in vetta alla graduatoria. Partita scorbutica per gli azzurri che subiscono il gioco dei padroni di casa, ma passano con Calaiò nel primo tempo. All'88' Savini perde la testa e viene espulso; in superiorità numerica il Vicenza agguanta subito il pari con Cavalli. Giusto così e grande segnale per i veneti che sembrano avere intrapreso la strada giusta e soprattutto chiuso il filotto negativo di tre sconfitte interne consecutive.

UN'ALTRA SQUADRA - Il Vicenza formato Gregucci sembra avere sette vite rispetto a quello battuto un turno fa a Mantova; sconfitta che è costata la panchina a Camolese. Contro il Napoli il tecnico oppone agli azzurri di Reja un solido 4-4-2, con l'unica variante del greco Nastos al posto di Viskovic. Dal suo canto l'allenatore partenopeo propone una sorta di tridente, con De Zerbi, Calaiò e Bucchi, mossa che dura poco, perché nell'organizzata difesa di casa, il rischio di pestarsi piedi è costante. Tra i tre a fare la differenza è il solo Calaiò; Bucchi, defilato e poco servito, è evanescente. De Zerbi poco ispirato.


Gioca bene il Vicenza, determinato e aggressivo, abile a sfruttare la velocità dei suoi esterrni e un pressing che non dà tregua alla difesa del Napoli. Monotono e poco proficuo il gioco dei campani. Il copione è sempre lo stesso: lanci lunghi per gli attaccanti che fanno poco movimento, imbrigliati dall'implacabile marcature dei quattro difensori vicentini. Eppure è il Napoli a sfiorare il gol con un tocco di Calaiò dal limite, deviato in angolo di Zancopè. E' la prova generale del gol: lancio perfetto di Savini che pesca Calaiò sul filo del fuorigioco. L'attaccante cerca la soluzione più difficile, evitando Zancopè in uscita e infilando con un morbido rasoterra.

FINALE THRILLING - Il Vicenza non merita lo svantaggio e lo dice a caratteri cubitali con una partenza nel secondo tempo che impegna duramente il Napoli. Iezzo nello spazio di pochi secondi dice di no a Schwoch, Padoin e Rigoni. Ma se nel gioco la squadra di Gregucci mostra più idee del Napoli, in fase conclusiva lascia a desiderare. In ogni caso per gli azzurri è una serata da dimenticare. E poiché Gregucci ci crede, toglie Helguera per Paonessa, giovane di belle speranze, che regala fantasia al Vicenza. Tiene la difesa del Napoli, anche se soffre a dismisura. Soprattutto dopo l'uscita di Montervino che lascia il posto a Trotta per infortunio. Iezzo, che ne eredita la fascia di capitano, salva ancora su Schwoch, meritandosi la palma del migliore al pari di Calaiò che Reja sostituisce con Giubilato. Mossa legittima per coprirsi di più. Gregucci invece passa al tridente, con Pietribiasi al posto di Nastos, e Trotta e Bogliacino esterni di centrocampo per il rush finale

Pressato, schiacciato nella sua trequarti, il Napoli proprio allo scadere perde la testa. Soprattutto Savini che viene espulso dopo una rissa e qualche parola di troppo al guardalinee. E' il rosso che coincide con lo splendido pareggio di Cavalli. Meritato. Dopo tre ko consecutive al Menti, il Vicenza vede un po' di luce.